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da 30 anni in Burundi
L'associazione "Amici dell'Africa" è conosciuta a Cardano al Campo (VA) da molti anni. Essa ha l'obiettivo di operare nella lontana Repubblica del Burundi, provincia di Gitega, situata in Africa centrale, portando non solo aiuti materiali ma, sopratutto, avviando progetti tesi a creare attività produttive e di assistenza locali, rispondendo quindi all'imperativo di far fiorire in loro le possibilità di socializzazione, convivenza e assistenza. ![]() 5 x 1000
Dona il 5x1000 all'Associazione Amici dell'AfricaCodice Fiscale 91015600124 Amici dell'Africa: un po' della nostra storia
Nel lontano 1973 il sig. Renato Iametti riceve la prima “richiesta di aiuto”: portare l’acqua alla missione di Murayi in Burundi.A chiamarlo è Padre Alfredo Ferrari, da poco missionario, che, qualche anno prima, aveva benedetto le sue nozze. Da allora il legame con questa paese e questa parrocchia è diventato un susseguirsi di interventi per la crescita culturale, economica e sociale del paese. Per diversi anni questa esperienza lo vede porsi, da solo, come terminale di una fitta serie di richieste di aiuto da parte di suore e sacerdoti operanti in Burundi. Finché il gran numero di orfani, la distruzione di capanne e di strutture scolastiche e sanitarie, frutto della guerra civile, hanno richiesto una risposta meglio strutturata per garantire ai bambini le scuole e permettere loro un futuro da protagonisti attivi della vita del loro Paese. Alcune date significative: - nel 1984 Presidente Bagaza, vengono espulsi tutti i missionari con conseguente dispersione degli amici che aiutavano la missione; - 1989/90 Iametti ha lavorato per ricevere il Santo Papa a Gitega, in stretta collaborazione con Mons. Ruhuna, Vescovo martire (sarà ucciso dai Tutsi perché considerato filo-Hutu), il quale sosteneva che il Papa avrebbe portato la pace in realtà: - nel 1992 con l’assassinio del Presidente il paese entra in una guerra interminabile che solo ora lascia intravedere la pace con la costituzione di un Governo democratico. - 1994 Mons. Ruhuna, ospite in casa Iametti a Cardano, esorta a costituire un gruppo. L’Associazione si costituisce, con atto notarile, nel 1995 allo scopo di “organizzare interventi di aiuto umanitario” a favore delle popolazioni africane. Ne fanno parte persone con esperienze politiche e culturali diverse, coinvolte in questa attività da Iametti, che ha vissuto personalmente e direttamente, in tempi e luoghi diversi, l’esperienza africana di questa terra tormentata. L’Associazione opera in più direzioni: a) l’adozione a distanza di bambini e ragazzi, per alcune centinaia dei quali è stata assicurata la possibilità di continuare gli studi nel proprio Paese attraverso un aiuto in denaro alle famiglie dei parenti disposti ad ospitarli; b) la regolare spedizione di containers, con attrezzi e materiali per la costruzione di piccole case in muratura, generi di consumo per laboratori artigianali, materiale scolastico raccolto nelle scuole di Cardano al Campo (Va); c) realizzazione di piccoli edifici residenziali; realizzazione di rete di acquedotti; implementazione di una falegnameria e di piccoli atelier di meccanica. Per finanziare le attività si da vita alle più svariate iniziative: dalla stampa di t-shirts con il messaggio sull’adozione a distanza, alla proposta di spettacoli teatrali, gratuitamente offerti da operatori teatrali dilettanti. Alcuni amici contribuiscono con grande generosità a sostegno di iniziative e microprogetti, realizzati con le Suore ed i Sacerdoti referenti a Murayi. Gli alunni delle scuole di Cardano al Campo e Busto Arsizio attraverso varie iniziative: con un gemellaggio ad es. sono stati coinvolti e invitati a partecipare alle vicende dei loro coetanei del Burundi, per dare vita ad una solidarietà non episodica. Nell’anno 2002, inizia un progetto finalizzato alla creazione, per i giovani di Murayi, di una scuola di artigianato. nel settore meccano-tessile. Il nuovo sviluppo, secondo gli orientamenti maturati in questi anni, passa attraverso la distribuzione di salari sicuri. Questo progetto parte con l’istruzione e la formazione del personale tecnico e specializzato, in grado di mantenere i vari macchinari utilizzati. - Il tessile vede impegnate maggiormente le donne e ciò le rende capaci di generare reddito per le proprie famiglie, mediante la risposta alle richieste del mercato. - La scuola di meccanica finalizzata ad assicurare la manutenzione delle attrezzature impiegate nella tessitura, i ragazzi: con l’intento di diffondere le conoscenze tecniche e la capacità di intervento in qualsiasi applicazione meccanica. Nell’ottobre 2002, mentre Renato si trova all’arcivescovado di Gitega a colloquio con l’allora governatore il Sig. Tharcisse Ntibarirarana, per ottenere il benestare governativo per la scuola meccano-tessile, lo stesso governatore, lo esorta a pensare ad un progetto per l’estrazione dell’olio dall’avocado: in Burundi circa il 30% della popolazione muore ogni anno a causa del diabete provocato da mono-alimento e per AIDS; mentre 1 cucchiaio di olio di avocado mischiato ad 1 kg di farina di manioca, integra la dieta, salvando la vita a migliaia di persone: da qui il nome del progetto “OLIO PER LA VITA”. Tornato in Italia, inizia la ricerca per verificare la fattibilità del nuovo progetto. Così nel dicembre 2003 a Novi Ligure incontra e conosce il prof. Dante De Faveri Direttore della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, distaccamento di Piacenza, che in breve tempo gli “regala” la prima provetta contenente l’olio di avocado. Nell’agosto 2004 l’Università invia in Burundi come volontario un ricercatore, il dott. Francesco Fusca, con l’incarico di selezionare, analizzare e individuare i frutti più idonei all’estrazione, al fine di organizzare piantagioni mirate. Nel settembre 2004, appurata la fattibilità del progetto, con l’aiuto e l’impegno del dott. Mauro Caruggi elabora il progetto di massima inviato alla Regione Lombardia. La Regione Lombardia trova questo progetto valido, tanto da poterlo approvare nel piano di cooperazione decentrata 2005/2007 ai sensi della L.R. 20/89 assegnando un contributo per dare inizio alla concretizzazione sul posto. Così decolla il progetto “Olio per la vita” Senza nessuna conoscenza specifica, spendendo giorni e giorni nella ricerca e grazie alla sua tenacia, raccogliendo informazioni, arriva a una ditta: la Pieralisi di Jesi, che si dice capace di fornire le attrezzature idonee e di dare assistenza per l'avvio della produzione sul posto, con proprio personale, vedendo anche la possibilità di allargare questa esperienza in altri stati africani. Già oggi altre comunità e stati, sentito quello che si sta realizzando in Burundi, hanno chiesto un identico intervento, questo, il nostro Gruppo, con Iametti in testa, sta esaminando, per poter evidentemente conciliare la disponibilità di tempo con questi nuovi impegni. Iametti cerca di avere dall'Aeronautica, dei camion dismessi, che saranno sistemati sul posto, e utilizzati per la raccolta dei frutti. In luogo prepara un responsabile che dovrà assicurare la gestione della produzione con il personale locale, che è da subito coinvolto nell'attività. Al tempo stesso sta avviando 5 gruppi di giovani locali che, apprese tutte le fasi di questo progetto, dovranno poi garantirne la continuazione: un modo saggio quindi di coinvolgere attivamente la popolazione e non lasciarla solo spettatrice di interventi esterni. Il progetto non ha in se stesso una scadenza perchè la finalità è quella di portare aiuto continuativo alla popolazione. Una delle case, in fase di ultimazione, avrà, per questo progetto tre funzioni: - accogliere le giovani Burundesi, già impegnate nel campo tessile - accogliere i tecnici che opereranno per il progetto - sistemazione della linea di produzione. Iametti, non ricopre la carica di Presidente dell’associazione; ne è l'animatore e il coordinatore, prevedendo anche lunghi soggiorni in Burundi per seguire le opere realizzate. Perché il suo ruolo è piuttosto quello di chi apre nuove piste, in prima linea lasciando ad altri, con altri doni ed altre capacità, il compito di mettere ordine e tenere i contatti con gli enti e le strutture così complesse in questi casi. | |||||
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